Chiamare un Architetto: 10 cose da sapere prima

by Gaia Miacola

Chiamare un Architetto è una decisione importante, essendo una figura tecnico-professionale attorno alla quale ruotano ancora (ahimè) diversi pregiudizi e un po’ di confusione.

“Mi farà spendere un sacco di soldi”, “Faccio prima a far da me”, “Se non devo costruire casa non mi serve l’architetto”, “Ho già ristrutturato una casa e ha fatto tutto mio marito”, “L’architetto di casa mia posso essere solo io!”.

Esatto. L’architettura e l’interior design in Italia godono di questi “retaggi culturali” che, ad essere sincera, sono molto difficili da scardinare. Nel bene e nel male, quella dell’Architetto è una professione così vasta ed articolata che non è possibile incasellarla in due righe.

Un Architetto può decidere di occuparsi di diversi temi del design, anche in modo trasversale. Attraverso la sua carriera professionale, dopo la laurea, può diventare progettista alla grande scala (urbana), alla piccola (interni), può occuparsi di design di prodotto, può progettare parchi e musei, specializzarsi in case sostenibili, in yacht, nel lighting design o nel management delle costruzioni. Insomma, ha un vastissimo mondo in cui spaziare.

Della mia professione si parla troppo poco, purtroppo. Molti potenziali clienti non sanno come, in maniera pratica, un professionista laureato in Architettura possa essergli utile.

Partiamo dal presupposto che architetto, un interior designer, un garden designer, un lighting designer o un ingegnere edile non sono la stessa professione, non sviluppano le stesse aspettative e non portano, dunque, ai medesimi risultati.

10 cose da sapere prima di chiamare un Architetto

Gli Architetti sono in grado di elaborare progetti e disegni tecnici fondamentali per concretizzare le idee di costruzione o ristrutturazione. Sono iscritti ad un Ordine Professionale e possono firmare documenti burocratici per gli enti (Comuni, Sovraintendenza,…) ed effettuare attività di Direzione Lavori. Ma non c’è solo questo.

L’Architetto va scelto in maniera empatica

Prima di ingaggiare il tuo professionista, prenditi qualche giorno per scegliere quello giusto. In genere la prima osservazione che è importante fare riguarda il gusto estetico. Se un architetto è specializzato nel design di case ultramoderne minimaliste in vetro e acciaio, probabilmente non sarà l’ideale perfetto per la tua baita rustica in montagna.

Con questo non voglio dire che non sarà capace di farlo in maniera egregia, ma che probabilmente sarà più complicato “comunicare” gli intenti oppure il processo di design potrebbe essere più forzato.

Se un Architetto ha un suo stile, una sua personalità che a te piace, tanto meglio. Sarà più fluido e semplice arrivare ad un design da sogno.

Per alcuni tipi di lavori in edilizia è necessario rivolgersi ad un tecnico. Ristrutturazioni, nuove costruzioni, restauri: in questo caso è impensabile far tutto da sé, anzi, è persino controproducente.

L’Architetto è un creativo: ama la libertà (organizzata)

Se vuoi far venire i capelli bianchi ad un architetto, digli quello che deve fare, come e perché. Ci sono clienti chi si presentano negli studi professionali con schizzi e disegni di progetto fai-da-te. In questo caso, meglio non farli vedere al professionista! Sarebbe come andare dal medico con già la auto-diagnosi e la prognosi. Che senso avrebbe?!?

Avere un’idea non vuol dire avere una soluzione.

L’architetto lavora bene quando ha sul tavolo dei dati, delle esigenze, quando gli viene comunicato un budget e delle tempistiche (seppur orientative in questo momento storico). L’architetto lavora male quando il cliente è assillante, quando cambia spesso idea, quando non ha budget sufficiente o lo ostacola nel processo di design con mille inutili ansie. E soprattutto quando non vede la luce in un processo logico, ossia quando il cliente non realizza mai.

L’Architetto non è un mago o un veggente

La comunicazione tra cliente e professionista deve avvenire in maniera chiara e semplice. Il cliente deve esplicitare le sue esigenze il più possibile, così come l’architetto deve fargli domande e spiegare i pro e i contro dei layout che presenta, delle scelte e dei risultati previsti. Può costargli anche del lavoro in più, ma presentare un layout extra o una soluzione non convenzionale a volte salva la vita ad entrambi.

Se non funziona la comunicazione tra le parti l’idillio si inceppa e si rischia di mandare a mare un buon design. Se si vive di false aspettative sicuramente si resterà delusi. Fate domande e riceverete risposte. Fissate appuntamenti, ma che non siano infiniti. Anche il contratto tra le parti da sottoscrivere prima di cominciare deve essere il più possibile chiaro ed esaustivo.

Il “non me lo hai detto sei mesi fa” non è una scusa per nessuno.

L’Architetto online pro e contro

Dal lockdown in poi si sono moltiplicate le figure professionali che offrono servizi di progettazione o consulenza solo online. Può sembrare una soluzione semplice e veloce, ma non è sempre così.

Dipende da quello che devi realizzare (se devi costruire una casa, ristrutturare o semplicemente ridipingere una stanza) e dal tuo modo di essere. In generale, una ristrutturazione non può avvenire completamente online. C’è bisogno di un ulteriore professionista che compili la parte burocratica e la presenti in Comune, come anche di una Direzione Lavori in loco. Un Architetto online può aiutarti in diversi modi, tutti validi, ma devi mettere in conto che non sarà lì fisicamente con te quando dovrai comprare la cucina o scegliere gli abbinamenti dei muri.

Per alcuni clienti gestire il progetto da remoto può essere un ottimo compromesso, per altri invece un incubo. Sta a te decidere la soluzione più adatta alle tue esigenze e sta all’Architetto specificare quali sono le sue competenze ed attività per ogni progetto, in modo da limitare le frustrazioni.

Non tutti gli Architetti sono Interior Designer e viceversa

Potresti prendere in considerazione di chiamare un qualsiasi Architetto per aiutarti nella progettazione della tua ristrutturazione. Ciò che non devi sottovalutare, in particolare quando pensi che siano “solo piccole modifiche“, è quanto possa essere difficile:

  • Organizzare lo spazio
  • Abbinare i colori
  • Scegliere tutti i rivestimenti (Piastrelle / Pavimenti)
  • Decidere gli arredi
  • Scegliere le luci e progettare i controsoffitti
  • Definire i complementi di arredo
  • Sistemare il giardino o il balcone
  • Progettare gli arredi su misura al dettaglio
  • Pianificare carte da parati e pitture
  • Adattare arredi esistenti e mixarli con i nuovi

Non dare per scontato che un Architetto qualunque possa occuparsi delle scelte degli arredi interni e di tutta la lista qui sopra. Molti non lo fanno, limitandosi allo studio degli spazi e della parte impiantistica.

Questo è bene chiarirlo prima di ingaggiare un professionista.

L’Architetto ti aiuta a gestire gli (infiniti) dettagli

“Ma cosa fa un architetto per chiedermi una parcella del genere?”

Come dicevo, può succedere che alcuni clienti abbiano una visione un pochetto distorta della realtà. Sottovalutano, ad esempio, che ci sono mille e una scelta da effettuare su un cantiere in breve tempo, cosa che spesso li spiazza perché non hanno le idee chiare o sono sommersi dal dubbio di fare bene senza sprecare denaro.

Tra le altre cose, i clienti:

  • Non sanno che esistono gli impianti e che possono essere modificati o decisi da loro
  • Non sono preparati a superare il budget, per cui scelgono materiali costosissimi senza sapere il loro reale valore
  • Non riescono a far rispettare le scadenze
  • Si meravigliano se su un cantiere spesso si devono prendere decisioni alternative per mille motivi, soprattutto di costi o di disponibilità dei materiali
  • Si innervosiscono perché oggi le materie prime arrivano con un ritardo pazzesco, per cui i cantieri sono fermi a lungo
  • Non sanno che alcune imprese non eseguono i lavori al millimetro e vanno controllati a step
  • Non hanno idea delle tempistiche generali e di fornitura per cui per loro è difficile incastrare le cose, e il cantiere dura una vita
  • Spesso non hanno una grande immaginazione e vogliono “vedere” come sarà realizzato un progetto prima della sua effettiva realizzazione
  • Non sanno che molti arredi possono essere realizzati su misura, che alcune aziende vendono le stesse cose ad un prezzo diverso, che diversi materiali danno diverso valore alla casa.

Se superi il budget non è sempre colpa dell’Architetto

Puoi assumere un Architetto solo per scoprire che la casa dei tuoi sogni costa il doppio del tuo budget, anche dopo aver investito molti mesi nella progettazione e nella pianificazione. Prima di iniziare la progettazione, metti sul tavolo 3 priorità dall’inizio: stile, budget e cronoprogramma.

Un Architetto lavora per fasi. Preparati ad approvare le cose nell’iter della progettazione e non immaginare di entrare in casa dopo due mesi come nelle (irreali) trasmissioni televisive.

Più il progetto è complesso e più saranno le fasi operative. Non è molto intelligente saltare di palo in frasca anche perché in edilizia c’è un preciso ordine di intervento. Il budget è uno dei pilastri della progettazione ed è impossibile pensare di costruire case hollywoodiane con poche migliaia di euro.

Non è saggio pagare troppo, ma è peggio pagare troppo poco. Quando paghi troppo, sprechi un po’ di soldi, tutto qui. Quando paghi troppo poco, a volte sprechi tutto, perché la cosa che hai comprato è incapace di soddisfare le esigenze per le quali è stata acquistata. La legge sull’equilibrio aziendale dice che non è possibile pagare poco e ottenere molto – non è praticamente reale. Se hai a che fare con l’offerente più basso, pensa bene di aggiungere una fetta per il rischio che corri e, se lo fai, assicurati di avere abbastanza denaro per sostenere il lavoro fatto due volte.” John Ruskin, autore/economista 1819 – 1900

Più figure professionali sono possibili per un unico progetto

Non c’è da meravigliarsi se su un unico cantiere ci sono più professionalità, anzi. L’Architetto non è l’unico attore di un progetto. Per fare un esempio, l’altro giorno, in loco per una ristrutturazione di una villa unifamiliare per un briefing eravamo: il cliente, il geometra che cura le pratiche e dirige i lavori, io (l’Architetto), l’ingegnere termico/impiantista, il general contractor (impresa), l’idraulico, il lighting designer, il garden designer e il mobiliere. Ognuno con un preciso compito e ognuno con una professionalità diversa.

A volte l’Architetto è chiamato a spaziare tra le professionalità, adattandosi a disegnare piccoli giardini, le luci interne, i cartongessi e altri spazi, ma se vuoi fare le cose in grande, meglio rivolgerti a più specialisti.

In quella situazione, la mia presenza era da “direttore d’orchestra” perché dovevo far quadrare il design e tutte le esigenze in un unico organismo architettonico.

Il metodo di lavoro dell’Architetto è importante per non uscire pazzi

Una casa progettata da un Architetto sarà più di valore [nelle compravendite] di una che non lo è, e un Architetto ti consente anche di aprire più strade per ottenere ciò che desideri. Che si tratti di permessi urbanistici o di ingaggio delle imprese edili, tutto può essere un campo minato se non sai cosa stai facendo.

L’Architetto con un metodo lavora molto meglio rispetto a uno che non lo ha. In genere le fasi di lavoro sono le seguenti:

Fase 1:  Programmazione/Concept
Il proprietario della casa e l’Architetto discutono i requisiti del progetto (quante stanze, la funzione degli spazi, ecc.), verificando la corrispondenza tra le esigenze, i desideri e il budget del proprietario.

Fase 2:  Progetto schematico/Layout di massima
L’Architetto prepara una serie di disegni, noti come progetto schematico, che mostrano la disposizione generale delle stanze o del sito di costruzione. Alcuni Architetti preparano anche modelli 3D per aiutare a visualizzare il progetto (non tutti però!). Il cliente approva uno o più di questi layout prima di procedere alla fase successiva.

Fase 3:  Sviluppo del progetto/Perfezionamento del progetto
L’Architetto prepara disegni più dettagliati per illustrare altri aspetti del progetto proposto. Le planimetrie mostrano tutte le stanze nella dimensione e nella forma corrette. Si preparano capitolati che elencano i principali materiali e le finiture degli ambienti.

Fase 4:  Preparazione dei documenti di costruzione
Una volta che il proprietario della casa ha approvato il progetto, l’architetto prepara disegni e specifiche dettagliati, che l’appaltatore utilizzerà per stabilire i costi di costruzione effettivi e realizzare il progetto. I disegni e le specifiche diventano parte del contratto di costruzione/ristrutturazione.

Passaggio 5:  Ingaggio dell’appaltatore/impresa
Il proprietario della casa seleziona e assume l’appaltatore. L’Architetto potrebbe essere disposto a formulare alcune raccomandazioni o fare sopralluoghi in loco per unire gli intenti e spiegare i lavori. In molti casi, i clienti scelgono tra diversi appaltatori (massimo 3 in genere) a cui hanno chiesto di presentare il computo. L’Architetto può aiutarti a preparare i documenti di offerta, nonché invitare imprese di sua conoscenza a preparare offerte e preventivi.

Fase 6:  Gestione della costruzione/direzione lavori
Mentre l’impresa costruirà fisicamente la casa o la ristrutturazione, l’architetto può assistere il proprietario nell’assicurarsi che il progetto sia costruito secondo i piani e le specifiche. L’architetto può effettuare visite periodiche in loco o addirittura una vera e propria Direzione Lavori per supervisionare la costruzione e, in generale, tenere informato il proprietario della casa sullo stato di avanzamento del progetto. L’appaltatore è l’unico responsabile dei metodi, delle tecniche, dei programmi e delle procedure di costruzione.

La qualità più importante di un Architetto è…

… la precisione? … la creatività? … l’abilità tecnica? … l’empatia? … il problem solving? … il suo portfolio? … il costo?

Sta a te decidere il requisito più importante del tuo architetto. Non c’è un bugiardino di istruzioni dietro un lavoro edile e non c’è un unico possibile risultato. Chi si lamenta del fatto che “l’Architetto mi ha procurato solo disastri“, spesso valuta la situazione solo dal suo punto di vista.

A volte, infatti, un cliente può diventare ingestibile, troppo pretenzioso, ostacolante o persino avvilente. Da cliente a schiavista è un attimo, te lo assicuro!

Dal mio punto di vista posso dirti che la buona comunicazione tra le parti salva la vita… e il portafoglio!

 

Articolo correlati

Questo sito web utilizza i cookie per migliorare la tua esperienza. Daremo per scontato che tu sia d'accordo, ma puoi annullare l'iscrizione se lo desideri. Accetta Leggi di più