Qual è l’illuminazione perfetta per la casa?

by Gaia Miacola

Mi capita spesso di leggere la domanda “Qual è l’illuminazione perfetta per la casa?“.

In tanti sono interessati a realizzare un effetto scenografico al top con la luce, che si differenzi dalla solita proposta di sospensione a centro stanza.

Domande del tipo “Quale temperatura di luce scegliere?”, oppure “Come sistemare i faretti in casa?”, oppure ancora “Esistono delle alternative alle applique o alle plafoniere?” sono argomenti sempre attuali.

illuminazione perfetta per la casaVa fatta però una piccola premessa.

Capire e progettare la luce è un’arte, oltre ad essere una professione. Spesso, per varie necessità, si deve ricorrere al fai da te, ma non sempre è un atteggiamento giusto. La luce, nelle case moderne merita di essere studiata e valorizzata perché a sua volta valorizza i materiali e l’arredo.

Quando mi trovo in cantieri di nuova costruzione in cui i punti luce previsti sono meno del minimo sindacale e persino mal posizionati, mi rendo conto di quanta poca attenzione si presti a questo tema.

Al design della luce si arriva sempre per ultimo e con un budget risicato, quando in realtà si tratta di un “elemento architettonico” importante al pari del pavimento e del colore delle pareti.

illuminazione perfetta per la casa

L’illuminazione perfetta per la casa passa attraverso diversi step e un’idea ben concreta. Non serve installare faretti o applique qui e là o sui muri liberi, “perché non si sa mai“.

L’illuminazione è in rapporto diretto con l’arredo e con la distribuzione degli ambienti di casa.

L’illuminazione perfetta per la casa: le strategie

Innanzitutto devo confessarti un segreto: per illuminare bene devi sapere cosa illuminare.

Attenzione a non commettere il passo falso che, in maniera divertente, chiamo “effetto sala ricevimenti“.

Uno degli errori più comuni è infatti generare case iper-illuminate, con tanta, troppa luce ovunque, tale da essere inutile e persino fastidiosa. Siamo passati da case con un solo lampadario a centro stanza a case con nemmeno un angolo in chiaroscuro.

La luce ha il compito di evidenziare alcune parti, di metterne in ombra altre. Per fare un esempio, come in un quadro del Caravaggio: la luce crea una scenografia e dà significato alle cose importanti.

Che sia un tavolo, un divano, un quadro o un angolo particolare.

illuminazione perfetta per la casa

Esempio di progetto illuminotecnico per interni

La luce è anche funzione. Pare evidente che non abbia senso vivere in ambienti poco illuminati. Una cucina o una doccia in cui non si vede nulla diventa poco pratica, oltre che pericolosa.

Per questo la luce va progettata per “strati”: un’illuminazione diffusa va affiancata ad una diretta, per creare diversi scenari a seconda dei diversi momenti della vita quotidiana.

Luci calde o fredde in casa?

Attenzione anche a scegliere la temperatura di luce corretta per gli interni. Si parte dal gusto personale, ma ci sono anche delle indicazioni professionali a riguardo.

Per capire perché la temperatura del colore è importante, devi prima capire di cosa si tratta.

Immagina un ipotetico oggetto metallico nero, ad esempio il filamento di una lampadina a incandescenza. Ora inizia a riscaldare questo filamento con un fuoco ipotetico. Man mano che il filamento si riscalda, inizierà a brillare, prima rosso, poi giallo, poi bianco e poi varie tonalità di blu.

Alcune temperature di questa fiamma, misurate sulla scala di temperatura Kelvin, corrispondono a varie lunghezze d’onda della luce dal filamento. L’estremità inferiore (circa 1800 Kelvin, o 1800 K) corrisponde alla luce intensamente rosso-arancio di un fiammifero o di una candela. All’estremità alta (15000K e oltre), le letture corrispondono alla luce osservata guardando un cielo limpido e blu.

Probabilmente hai già familiarità con termini come luce “bianca fredda” e “bianca calda”. Se leggi le indicazioni sulla scatola delle lampadine, potresti persino trovare scritta una temperatura del colore, stimata indicata in gradi Kelvin.

illuminazione perfetta per la casa

Temperatura di colore

La maggior parte dell’illuminazione sul mercato cade tra circa 2000K e 6000K, ma dominano due livelli di temperatura del colore. Circa 2700 K è generalmente indicato come “bianco caldo” o “bianco tenue”.

Queste lampadine sono progettate per avvicinarsi alla tipica lampadina a incandescenza, offrendo una luce di colore arancio, accogliente e “calda” proprio come a casa della nonna. La luce calda è considerata una luce confortevole e accogliente, più adatta per l’uso in casa.

A circa 3500 K – 4000 K entriamo nel regno del “bianco freddo” o del “bianco brillante”. Le lampade a questa temperatura di colore assumono un colore più neutro e possono sembrare avere una leggera dominante blu. Questa lunghezza d’onda è considerata ideale per la lettura e altre attività orientate ai dettagli, magari negli studi professionali o medici.

L’uso dei termini “caldo” e “freddo” è da sé un po’ paradossale perché, esaminando la scala Kelvin, i termini caldo e freddo non intendono descrivere la temperatura effettiva della “fiamma” utilizzata per produrre la luce, ma piuttosto l’estetica che queste luci generano. Inoltre, come vedremo, le valutazioni della temperatura del colore non sono sempre del tutto significative se prese da sole.

Quando si tratta di scegliere le lampadine per la casa la prima strategia è selezionare una temperatura del colore che ti piace, in genere nella gamma di luce calda (3000K), e installare queste lampadine ovunque. Questo ha il vantaggio di rendere uniforme l’illuminazione della tua casa, il che rende le transizioni da una stanza all’altra meno fastidiose.

Molto dipende anche dai materiali che hai utilizzato. Se hai un interno con materiali scuri o tanto grigio, scegli una luce naturale tendente al caldo per evitare un ambiente asettico, sempre che non sia una tua priorità creare uno scenario freddo/blu.

In generale l’occhio umano si trova bene in situazioni di luce a 3000 K, temperatura che valorizza anche materiali naturali come il parquet e i tessili. No alla luce colorata sul tavolo, perché falserebbe la percezione dei piatti.

In alternativa, le lampadine 3000 K possono essere utilizzate per l’illuminazione principale in aree come il soggiorno, la sala da pranzo, le camere da letto e i corridoi; lampadine fredde o naturali 4000 K possono essere utilizzate laddove è richiesta maggiore attenzione ai minimi dettagli.

I bagni, il garage, gli uffici, la cucina (in particolare i dispositivi direttamente sopra le aree di lavoro) e le luci da lavoro mirate come le lampade da lettura. Non ci sono regole rigide e veloci su dove usare quale tipo di lampadina. Alla fine, dovrai sperimentare per vedere quale ti sembra migliore in ogni dispositivo della casa.

Grazie all’aumento dei LED, che sono disponibili in una gamma di colori molto più ampia di quella disponibile attraverso altre tecnologie, la “regolazione del colore” è diventata un’opzione popolare per i consumatori che cercano di definire veramente le loro case attraverso il design dell’illuminazione.

Utilizzando un’app mobile tramite una rete wireless alcuni corpi illuminanti ti consentono di modificare la temperatura del colore, oltre ad accendere e spegnere la lampadina e stabilire programmi per lo stesso.

Cosa è l’indice di resa cromatica e perché è importante?

L’Indice di Resa Cromatica Ra (Spesso citato con la dizione anglosassone CRI) è un indice adimensionale che varia da 0 a 100, che descrive la capacità di una sorgente luminosa di restituire fedelmente i colori di un oggetto illuminato. Il sole ha IRC pari a 100, per farti un esempio.

Non è da confondere con la temperatura di colore citata prima: due sorgenti con temperatura di colore identiche possono avere un Ra molto diverso tra loro.

Questo indice è molto alto nelle ottiche di faretti e luci a led professionali. Ecco spiegato perché esistono in commercio dei faretti che costano 200€/cad e altri a 15€. Le due sorgenti luminose, pur avendo magari la stessa temperatura di colore in gradi Kelvin, non sono neanche minimamente paragonabili tra loro come resa finale della luce.

Per una buona illuminazione dovresti scegliere sorgenti luminose con un Ra pari o superiore a 90.

Quanti faretti in casa?

Come ho già detto l’illuminazione perfetta della casa dipende dagli spazi che hai, dall’arredo e dai tuoi gusti.

Partiamo dal presupposto che non devi illuminare necessariamente con faretti. Esistono tante tipologie di corpi illuminanti molto interessanti. Chi usa i faretti in genere realizza un abbassamento di quota con il cartongesso per questioni impiantistiche o per creare un “movimento” delle altezze. In quel caso ha senso approfittarne per una scenografia ad incasso.

Se poi non ami i cartongessi o non puoi abbassare il soffitto, puoi sempre scegliere dei corpi illuminanti non ad incasso, siano questi faretti o binari luminosi oppure sospensioni.Le indicazioni professionali parlano di Lumen. Il Lumen è l’unità di misura del flusso luminoso, il suo numero corrisponde alla ‘quantità’ di luce che una data sorgente offrirà.
Esistono delle scale di riferimento che indicano quanti Lumen sono consigliati in ogni specifica stanza, anche se ci sono numerose variabili da tenere in considerazione.

I Watt invece non sono una misura della luminosità, ma indicano quanta elettricità (o energia) consuma una lampadina per raggiungere la luminosità dichiarata. Ogni tipo di sorgente luminosa, LED, fluorescente, alogena o incandescente ha un diverso rapporto lumen per watt.

Un’altra unità di misura necessaria per il corretto calcolo illuminotecnico è il Lux.

Il Lux è l’unità di misura dell’illuminamento e descrive il flusso luminoso per unità di superficie. So che non è semplice da capire, ecco perché si tratta di un argomento per tecnici.Riassumendo:

Watt = Potenza o quantità di energia consumata da quella sorgente (simbolo W)
Lumen = Quantità di luce emessa da una sorgente (simbolo Lm)
Lux = Quantità di luce in un determinato punto (simbolo Lux)

Come calcolare quanti lumen servono per illuminare una stanza?

1. Lunghezza X larghezza

Il primo passo da compiere è misurare la lunghezza e la larghezza della stanza utilizzando un metro a nastro, per poi moltiplicare i due valori così da determinare i metri quadri della stanza. Ad esempio, una stanza 5×3 m, avrà a disposizione una superficie di 15 mq.

2. Norme livello di illuminazione

Il prossimo step è di esaminare l’area specifica da illuminare, così da poter determinarne il livello di illuminazione. Esistono delle norme che stabiliscono il livello di illuminazione ideale per ogni struttura e ambiente.

Per fare un esempio, una buona lampada LED è in grado di raggiungere come minimo 60 lumen, e possono spingersi anche fino ai 90 e 100 lumen, in alcuni casi.

Di seguito trovi l’elenco dei valori legalmente consigliabili per metro quadro, calcolati in Lux (= lumen per mq):

  • zone di passaggio: 50-150 lux
  • zona lettura/soggiorno: 200 – 500 lux
  • cucina: 200 – 500 lux
  • bagno: 100 – 150 lux (la zona specchio necessiterà di 400 lux)
  • camere: 50- 150 lux

Come scegliere la lunghezza di una tenda

La regola generale, per progettare una corretta illuminazione artificiale, è di considerare 30 watt per ogni metro quadro. L’eccezione è rappresentata da ingressi e disimpegni, dove 15 watt a metro quadro sono più che sufficienti.

Nei prossimi mesi andrò a creare articoli di approfondimento per ogni camera della casa, con esempi specifici, idee e ispirazioni. Creare l’illuminazione perfetta per la casa non è impossibile: è un obbligo!

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