Eterno dilemma per chi deve cambiare gli elettrodomestici o sta per traslocare in un appartamento di nuova generazione: meglio la cucina a gas o a induzione?

In rete le opinioni si accavallano, c’è tanta informazione e possibilità di confronto, ma la scelta resta personale.

Meglio cucina a gas o a induzione?

Dicono che gli chef preferiscano la cottura a gas, essendo abituati a lavorare con la fiamma viva per alcune particolari cotture.

Valutando alcune altre caratteristiche, vediamo il confronto diretto:

Pulizia: meglio piano a induzione

Diffusione: in Europa è già più diffusa l’induzione, in Italia sta decollando

Economia: l’induzione è conveniente per le cotture veloci, si raggiungono le alte temperature in un tempo pari ad 1/4 di quello impiegato dal gas, ma sulle lunghe cotture, brasati, stufati, ricotte, è indubbiamente più economico il gas, sempre dando per scontato che non si hai un impianto solare

Estetica: a me personalmente piacciono entrambi, soprattutto quando le griglie del gas sono integrate sul piano di lavoro

Sicurezza: l’induzione è più sicura, ma a lungo andare non sappiamo se il campo elettromagnetico può far danni.

Per gli indecisi

Esistono dei piani cottura ibridi che permettono di unire la velocità dell’induzione con la flessibilità del gas. In genere è presente un solo fuoco a gas e 4 zone cottura a induzione.


Pro e Contro

Proviamo ad analizzare i pro e i contro dei due sistemi, per avere un quadro chiaro ed esaustivo.

Diciamo innanzitutto che i vecchi sistemi a fiamma non sono superati, anzi.

C’è chi nel 2020 continua a preferirli per ragioni di carattere pratico ed economico.

Allo stesso tempo, i sistemi a induzione sono già sul mercato da 20 anni e in Europa sono già utilizzatissimi.

I criteri di scelta, ove non obbligata, prevedono un confronto tra le misure, l’ingombro sotto top, la potenza e il tipo di funzionamento.

Cucina a gas, con fiamma, pro e contro

La classica cucina a gas prevede l’installazione di un bruciatore da 60cm (i nuovi modelli sono anche più grandi, da 75cm a 90cm e oltre) nella classica base da 60.

Quelli più grandi, ovviamente, richiederanno una base più ampia, da 80cm o 100cm. Esistono anche i modelli compatti a 3 fuochi, da 45cm, utili per ragioni di spazio. Per un utilizzo quotidiano conviene acquistare un modello da 4-5 fuochi (almeno da 60cm), per non essere costretti a utilizzare poche padelle alla volta.

I modelli a gas funzionano con qualsiasi tipo di pentola, in genere sono in acciaio inox (satinato, smaltato o cromato) o vetroceramica per una pulizia più rapida, ma che risulta più fragile agli urti.

L’accensione di un piano a gas è solitamente piezoelettrica tramite manopole o elettronica mediante tasti touch. I fuochi possono avere più corone di fiamme per aumentare l’intensità del calore e dunque anche la velocità di cottura.

I migliori sistemi a gas hanno dei bruciatori con la possibilità di distribuire verticalmente la fiamma per garantire una migliore resa e una riduzione dei consumi.

I vantaggi del gas sono quelli che conosciamo:

  • facilità nel regolare il calore
  • possibilità di utilizzare tutte le tipologie di pentole
  • costo inferiore del piano cottura
  • costo inferiore del gas (anche se relativamente, vedremo dopo) rispetto all’elettricità

Gli svantaggi sono:

  • minore efficienza, perché parte del calore viene disperso nell’ambiente durante la cottura
  • minore sicurezza, perché parliamo di un gas volatile che può fuoriuscire senza controllo (oggi ci sono però diverse norme che cautelano da possibili rischi)
  • necessità di avere delle predisposizioni di areazione permanente nel locale
  • non hai controllo sulla temperatura di cottura perché il calore è regolato manualmente
  • (dicono che) il gas scomparirà come combustibile domestico. Il futuro è a induzione

Come puoi ben capire dovresti analizzare bene se, per il tuo caso specifico e le tue esigenze, sia meglio una cucina a gas o a induzione. Non esiste un criterio di scelta univoco.

Cucina ad induzione, pro e contro

Analizziamo come funziona la tecnologia a induzione.

I piani ad induzione scaldano attraverso un campo magnetico talmente potente da muovere le molecole delle pentole.

Ciò permette di produrre calore che si trasmette agli alimenti. Alla fine a scaldarsi è solo la pentola (e il cibo contenuto), tutto il resto rimane freddo.

Il piano ad induzione è in genere in vetroceramica, con 4 zone cottura. Alcuni presentano la funzione Bridge che unifica più punti creando una superficie più ampia.

La regolazione della temperatura avviene tramite tasti touch: ad ogni zona di cottura corrisponde un livello di potenza. In genere i piani ad induzione più venduti hanno larghezza intorno agli 80cm, più di 10 livelli di potenza e almeno 4 aree cottura.

A livello di consumi, occorre aumentare l’impegnativa energetica almeno a 4,5 kW, meglio ancora realizzando una linea dedicata con un interruttore di sicurezza. Oppure, puoi rimanere sui 3 kW con il limitatore di potenza che limita il consumo a 1,2 kw.

I vantaggi dell’induzione sono:

  • efficienza alta: si parla del 90%, con possibilità di far bollire un litro d’acqua in 3 minuti (6-7 per il gas).
  • regolazione temperatura precisa, con cottura uniforme
  • facile da pulire perché le eventuali fuoriuscite di cibo non si solidificano né bruciano
  • l’intera superficie può essere usata in modo flessibile
  • i piani a induzione sono tra gli elettrodomestici che, se acquistati dopo una ristrutturazione edilizia, hanno diritto al bonus mobili, cioè la detrazione fiscale della spesa

Gli svantaggi sono:

  • una posa errata potrebbe danneggiare il piano
  • genera molto vapore, quindi è necessaria una cappa
  • non funziona durante un blackout
  • necessita di pentole dedicate dal fondo ferroso, non si possono usare cocci, vetri, pentole di rame
  • il campo elettromagnetico generato è potente, non conosciamo ancora i rischi per la salute
  • l’induzione consuma di più, ma non è paragonabile ai piani cottura elettrici di una volta
  • il piano a induzione necessita di un top cucina rigido. Se si installa sul forno deve essere previsto un sistema di raffreddamento o isolamento tra i due elettrodomestici
  • utilizzando contemporaneamente più zone cottura è facile sforare i classici 3 kW, soprattutto se è acceso qualche altro elettrodomestico o un climatizzatore

Costa meno il gas o l’induzione?

Paragonando i due sistemi, a parità di energia termica (esempio 1.100 W), un piano a induzione consumerà 1.200 W, uno a gas circa 2.000 W (sotto forma di gas ovviamente), mentre un piano elettrico (cioè con una tradizionale resistenza) 2.200 W.

Facendo una stima semplificata, ipotizzando di aver bisogno – solo per cucinare – di 800 kWh, con il gas (ipotizzando un’efficienza del 50%), necessiteremo di circa 76 m3 di combustibile, che si traduce in una spesa di 63 euro circa in un anno.

Con un piano a induzione, invece, tenendo conto dell’efficienza al 90%, per cucinare servirebbero 450 kWh: quindi una spesa di 92 euro in un anno nella bolletta della famiglia tipo.

Installare un piano a induzione diventa interessante economicamente quando – magari in un edificio di nuova costruzione che ha un sistema di auto-produzione dell’energia o un fotovoltaico – permette di staccarsi completamente dal gas, dato che il servizio di fornitura ha comunque un costo fisso, e che, anche ipotizzando di consumare un solo metro cubo di metano all’anno, la bolletta non scenderebbe sotto ai 116 euro.

Invece, con la presenza del solo piano ad induzione e del classico riscaldamento a termosifone, con caldaia a gas, senza fonti indipendenti di produzione di energia, l’induzione non è conveniente.

 

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Gaia Miacola
Gaia Miacola

Architetto + Designer, Specializzata in Visual Design e Progettazione di Interni. Ho affiancato diversi studi di architettura e design, sia nazionali che internazionali, progettando per lo più Interiors e Residenze di grande pregio.

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